Chioggia (sabato, 13 settembre 2025) – A Chioggia, un bambino appena nato è risultato positivo alla cocaina durante le analisi effettuate subito dopo il parto, spingendo i sanitari a segnalare l’accaduto alle forze dell’ordine.
Di Maria Laura Melis
I genitori, messi di fronte all’evidenza e alla possibilità di conseguenze penali, hanno ammesso di essere consumatori abituali e di aver acquistato cocaina con regolarità, circa mezzo grammo per due volte a settimana, almeno fino a settembre del 2020. Le loro dichiarazioni hanno portato a due nomi noti nel giro dello spaccio locale: Daniele Veronese, 55 anni, e Lucio Camuffo, 71 anni, entrambi residenti a Chioggia.
Veronese, difeso dall’avvocato Mauro Serpico, era appena tornato in libertà dopo aver scontato una pena di quattro anni, ma è finito nuovamente in carcere. Nonostante fosse riuscito a patteggiare per soli quattro mesi di reclusione, gli agenti hanno trovato nella sua abitazione un etto e mezzo di cocaina, segno che l’attività di spaccio non era mai cessata. Già cinque anni fa, nella stessa casa, erano stati scoperti un etto di cocaina, materiale per confezionare le dosi e 2.300 euro in contanti poi sequestrati.
Anche Camuffo, difeso dall’avvocata Marta Rossetti, è stato coinvolto nell’indagine. Durante la perquisizione sono stati rinvenuti strumenti e materiali per il confezionamento delle dosi e 9.500 euro nascosti in un’intercapedine. A differenza di Veronese, per lui è arrivata una condanna ai lavori di pubblica utilità.
La vicenda ha scosso l’intera comunità, non solo per il coinvolgimento di un neonato in una storia di droga, ma anche perché ha riportato alla luce un giro di spaccio che si credeva ormai fermato dalle precedenti condanne. Il caso dimostra come la dipendenza possa insinuarsi anche nei momenti più fragili e delicati della vita.
Tag: arresto, chioggia, droga, genitori, neonato, spaccio Last modified: Settembre 13, 2025


