Venezia (giovedì, 7 agosto 2025) –– Tre detenuti della Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia hanno partecipato oggi a un’udienza privata con Papa Leone XIV in Vaticano, al termine di un pellegrinaggio a piedi partito da Terni e durato cinque giorni.
L’iniziativa, resa possibile grazie a un permesso speciale concesso dal magistrato di sorveglianza, si inserisce in un percorso di riscatto e rinascita personale attraverso la spiritualità.
L’incontro si è svolto nella Sala del Concistoro del Palazzo apostolico ed è stato descritto dal Patriarca di Venezia Francesco Moraglia come “cordiale, fraterno, autentico”.
di Nicola De Dominicis
Assieme ai detenuti erano presenti anche il cappellano del carcere don Massimo Cadamuro, il direttore Enrico Farina, il vicario episcopale per la carità monsignor Fabrizio Favaro e il direttore della Caritas veneziana Franco Sensini.
Dopo aver attraversato la Porta Santa della Basilica di San Pietro, i pellegrini sono stati accolti dal Pontefice per un momento di dialogo umano e spirituale. I detenuti hanno donato al Papa alcuni oggetti simbolici: un’agenda, il diario del cammino percorso e la rivista redatta all’interno del carcere.
A nome della diocesi di Venezia è stato consegnato al Santo Padre un calice e una patena realizzati dai maestri vetrai di Murano, con un’incisione della Madonna Nicopeia, venerata nella basilica di San Marco.
Il Patriarca ha sottolineato come l’esperienza rappresenti un’occasione concreta per intraprendere un cammino di redenzione “non quando si uscirà, ma a partire proprio dalla quotidianità del carcere”.
Il Papa ha incoraggiato questa visione, ribadendo che la redenzione riguarda sia la dimensione spirituale che sociale della persona, e passa anche dal recupero delle relazioni e della dignità.
Commovente lo scambio personale avuto da Leone XIV con ciascun detenuto, a cui sarà lasciata una fotografia dell’incontro, come segno tangibile di un momento di speranza da custodire in cella.
Il pellegrinaggio ha molti volti. Giovani di tutto il mondo che si ritrovano a Roma come uomini in cerca di riscatto in un cammino di fede, speranza e forza.
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