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Fine vita, il Veneto tra le prime regioni per richieste di informazioni

Venezia (venerdì, 8 agosto 2025) — In Veneto cresce la domanda di chiarezza sui diritti legati al fine vita, e i numeri parlano chiaro. Negli ultimi dodici mesi il “Numero Bianco” dell’Associazione Luca Coscioni, linea telefonica gratuita attiva ogni giorno per orientare cittadini e famiglie su eutanasia, suicidio medicalmente assistito, testamento biologico e interruzione delle terapie, ha registrato oltre 16.000 contatti in tutta Italia, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente.

di Monia Settimi

La nostra regione si colloca tra le prime dieci per incidenza delle richieste: 26 chiamate ogni 100.000 abitanti, un dato che, rapportato alla popolazione, rivela una sensibilità crescente e un bisogno urgente di informazioni concrete.

A livello nazionale, il servizio ha ricevuto in media 5 richieste al giorno su eutanasia e suicidio medicalmente assistito, oltre a numerosi quesiti su sedazione palliativa profonda e interruzione dei trattamenti. In 580 casi – metà donne e metà uomini – sono state fornite istruzioni pratiche per accedere alla morte volontaria assistita, in Italia o in Svizzera.

Per l’Associazione Luca Coscioni, questi numeri sono un indicatore inequivocabile: il Paese è pronto a discutere seriamente di diritti e tutele sul fine vita. E il Veneto, con i suoi dati, contribuisce a tenere alta l’attenzione. “La domanda dei cittadini cresce – sottolineano dall’associazione – ma la politica continua a muoversi troppo lentamente. Serve una legge chiara e rispettosa delle volontà individuali, per non lasciare le persone sole di fronte a scelte tanto delicate”.

Con l’autunno parlamentare alle porte, il tema potrebbe tornare nell’agenda politica. I dati, intanto, sembrano lanciare un messaggio preciso: i cittadini chiedono risposte, non rinvii.

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Last modified: Agosto 8, 2025
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