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Fondi per il Mose, Brugnaro: «Non è una bandiera politica ma una sicurezza nazionale»

Protocollo

Venezia, (20 dicembre 2025) — Con l’acqua alta che resta una minaccia costante e i fondi che rischiano di non bastare, il Mose torna al centro dell’attenzione. Non per un guasto o per un nuovo test, ma per la sua tenuta finanziaria. A intervenire è il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che in una nota mette nero su bianco una posizione ferma: su un’opera come questa non sono ammesse ambiguità.

di Maria Laura Melis

«Parliamo di un’infrastruttura unica al mondo», scrive Brugnaro, ricordando come il Mose abbia già dimostrato la propria efficacia «con oltre 110 sollevamenti». Un sistema che, sottolinea il sindaco, rappresenta «un presidio di sicurezza che non può permettersi incertezze», soprattutto ora che la sua funzione di difesa della città è diventata concreta e misurabile.

Il primo cittadino rivendica anche una scelta politica portata avanti negli anni, nonostante le polemiche: «Io il Mose l’ho difeso da sempre, anche quando qui a Venezia c’era chi lo osteggiava apertamente». E aggiunge che continuerà a sostenere le opere di salvaguardia «perché la priorità è una sola: proteggere Venezia, chi ci abita e chi ci lavora».

Non mancano le critiche a chi oggi mostra preoccupazione dopo aver contrastato il progetto in passato. «Gli esponenti dei partiti che sono sempre stati vicini alle posizioni dei No-Mose, e che non lo volevano, inutile che fingano di stracciarsi le vesti», afferma Brugnaro senza giri di parole.

Il sindaco richiama poi uno dei momenti simbolo della storia recente della città, il primo sollevamento in esercizio delle paratoie: «Il 3 ottobre 2020, quando le 78 paratoie del Mose si sono sollevate per la prima volta, la città è rimasta all’asciutto mentre fuori la marea spingeva: non un miracolo, ma il risultato di lavoro, competenze e responsabilità condivise». In quelle ore, ricorda, arrivò anche la telefonata del Presidente della Repubblica: «Sergio Mattarella mi chiamò per esprimere soddisfazione per il successo del sollevamento».

Guardando al futuro, Brugnaro chiede un confronto istituzionale rapido e concreto: «Auspico un confronto serio e costruttivo tra Governo, Ministero delle Infrastrutture, Ragioneria generale dello Stato, Autorità per la Laguna e le imprese coinvolte», con l’obiettivo di garantire «continuità operativa, programmazione e serenità gestionale».

La chiusura è un appello alla responsabilità nazionale. «Ho fiducia che il Governo e che il presidente Giorgia Meloni manterrà gli impegni finanziari assunti», scrive il sindaco, ribadendo che «il Mose non è una bandiera politica, è un’opera di salvaguardia nazionale e un patrimonio dell’ingegneria italiana». Un messaggio è quello che ci rimane, ossia che sul futuro di Venezia non si può più tergiversare.

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Last modified: Dicembre 20, 2025
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