Il delfino della laguna di Venezia sta bene, è in salute e, soprattutto, non ha bisogno di essere “salvato”. A dirlo è uno studio scientifico pubblicato su Frontiers in Ethology, frutto del lavoro di ricercatori dell’Università di Padova, insieme ad associazioni e istituti di ricerca specializzati nel monitoraggio dei cetacei.
di Maria Laura Melis
Mimmo il delfino sta bene
Arrivato nella laguna nell’estate del 2025, il giovane tursiope – ribattezzato “Mimmo” dalle autorità e “Nane” dai veneziani – ha ormai scelto Venezia come casa. Dopo i primi avvistamenti nella laguna sud, da mesi frequenta soprattutto il bacino di San Marco, pur spostandosi liberamente in altre zone. Le osservazioni condotte tra giugno e dicembre 2025, e proseguite anche nel 2026, descrivono un animale solitario ma perfettamente adattato all’ambiente urbano.
Secondo lo studio, le vere minacce non arrivano dalla laguna in sé, ma dai comportamenti umani. Il traffico commerciale, i vaporetti e i ferry-boat non sembrano creare particolari problemi: il delfino li conosce, li evita e talvolta interagisce in modo giocoso. Il rischio maggiore è rappresentato invece dai diportisti che cercano un contatto ravvicinato per scattare foto o inseguirlo con le imbarcazioni, aumentando la possibilità di incidenti con le eliche.
In passato si era ipotizzato di allontanarlo o catturarlo per trasferirlo in mare aperto, ma i ricercatori sono chiari: interventi di questo tipo sarebbero inutili e potenzialmente pericolosi. Il delfino è in grado di cavarsela da solo e forzarlo ad andare via potrebbe causargli stress o ferite. La strada migliore è la convivenza, supportata da regole semplici ma fondamentali, come limiti di velocità in alcune aree e una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini e dei visitatori.
Il monitoraggio continua, anche grazie al lavoro del Museo di storia naturale Giancarlo Ligabue di Venezia, e racconta di un animale che sta diventando sempre più prudente nei confronti dell’uomo. Se gestita correttamente, questa presenza potrebbe diventare un esempio virtuoso di coesistenza tra fauna selvatica e città. Una sfida delicata, ma anche un’occasione: perché Mimmo, o Nane, non è un’attrazione turistica, bensì un abitante speciale della laguna.
Last modified: Febbraio 25, 2026


