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Jesolo, polemica sull’invito a Baby Gang: il sindaco attacca, i locali si difendono

Baby Gang

Jesolo (venerdì, 19 settembre 2025) – A Jesolo è scoppiata una polemica attorno al nome di Baby Gang, all’anagrafe Zaccaria Mouhib, trapper lombardo di 23 anni, nuovamente arrestato giovedì scorso a Milano per detenzione illegale di arma e ricettazione. L’arresto, convalidato sabato, ha costretto all’annullamento del concerto che l’artista avrebbe dovuto tenere proprio quella sera al King’s Club, una delle discoteche più note della città balneare.

La posizione del sindaco De Zotti e la replica

La vicenda non è passata inosservata al sindaco di Jesolo, Christofer De Zotti, che è intervenuto pubblicamente criticando la scelta di ospitare un artista spesso al centro delle cronache giudiziarie. «Premesso che la programmazione dei locali rientra nella sfera privata e va rispettata, finché non tocca l’ordine pubblico, non vedo però opportuno legare il nome di Jesolo a personaggi che trasmettono disvalori», ha scritto sui social.

Il primo cittadino ha ricordato l’impegno portato avanti in questi anni per costruire un’immagine della città fondata su sicurezza e divertimento responsabile, dichiarando di non volerla associare a figure che, a suo avviso, ne minano la credibilità.

Alle parole di De Zotti ha replicato Franco Polato, presidente provinciale del Silb-Fipe Confcommercio, l’associazione che rappresenta i gestori dei locali notturni.
Polato ha sottolineato come eventi di questo tipo vengano pianificati con largo anticipo, rendendo impossibile prevedere eventuali problemi giudiziari dei singoli artisti.

«Il King’s ha portato a Jesolo star internazionali per tutta l’estate, creando occasioni di divertimento per migliaia di persone senza episodi di ordine pubblico» ha spiegato. «È una realtà che lavora in sinergia con le istituzioni, partecipando agli incontri per la sicurezza. Non si può pretendere che i locali anticipino sviluppi imprevedibili».

Baby Gang: musica e vicende giudiziarie

Baby Gang, originario di Lecco, è diventato uno dei nomi di punta della scena trap italiana, collaborando con altri artisti affermati e pubblicando musica sotto l’etichetta Warner Music. Allo stesso tempo, la sua carriera è stata costellata da episodi giudiziari. Già nel marzo 2025 è arrivata per lui una condanna definitiva a 2 anni e 9 mesi per una sparatoria avvenuta nel 2022 a Milano. L’ultimo arresto, l’11 settembre, ha riacceso un dibattito che accompagna spesso le sue esibizioni e crea più di un grattacapo agli organizzatori dei locali italiani.

In attesa degli sviluppi giudiziari, la vicenda lascia Jesolo divisa tra chi teme un danno d’immagine e chi rivendica il diritto degli imprenditori di programmare liberamente gli eventi, senza essere giudicati per comportamenti che non rientrano nella loro responsabilità diretta. Ma vi lasciamo con una domanda: vale davvero la pena sacrificare i valori in nome del guadagno?

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Last modified: Settembre 19, 2025
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