Venezia (lunedì 11 agosto 2025) – La Venezia di Carlo Scarpa non è solo un insieme di edifici, ma un vero e proprio viaggio dentro l’anima della città. Un percorso che parte dal cuore pulsante di Piazza San Marco e si snoda tra calli, palazzi e giardini, alla scoperta di luoghi che raccontano come l’architetto veneziano abbia saputo intrecciare modernità e tradizione con un’eleganza senza tempo. Dal Negozio Olivetti, custodito oggi dal FAI, alla Fondazione Querini Stampalia, dove l’acqua alta diventa elemento scenografico, ogni tappa è un tassello di un mosaico unico. E poi ci sono i Giardini della Biennale, con il Giardino delle Sculture, il Padiglione Venezuela e la biglietteria circolare appena restaurata, pronti ad accogliere i visitatori della Biennale Architettura 2025.
di Nicola De Dominicis
Carlo Scarpa (1906-1978) è stato uno dei più influenti architetti e designer italiani del Novecento, celebre per la sua capacità di fondere linguaggi moderni con elementi della tradizione, lavorando con straordinaria attenzione ai materiali e alla luce. Le sue opere, sparse soprattutto a Venezia e nel Veneto, sono considerate veri e propri capolavori di equilibrio tra innovazione e rispetto del contesto storico.
La mostra “Il Correr di Carlo Scarpa 1953-1960”, visitabile fino al 19 ottobre al Museo Correr, è un’occasione preziosa per scoprire il laboratorio museografico dell’architetto. Qui si possono ammirare le vetrine, le teche e il celebre cavalletto per dipinti che hanno cambiato per sempre il modo di esporre l’arte in Italia. Scarpa cominciò dalle sale di Storia veneziana, progettando teche per le toghe dei senatori e pannelli per esporre scudi ottomani delle guerre di Morea. Poi passò alla Quadreria del secondo piano, dove sfruttò la luce naturale che filtra dai balconi su Piazza San Marco per illuminare opere e sculture in modo studiato e poetico.
Ogni ambiente creato da Scarpa sembra una dichiarazione d’amore per i materiali e la luce: piccole sale intime ospitano tesori come la Pietà di Cosmè Tura e le Due dame veneziane di Carpaccio. Particolarmente suggestiva la stanza dedicata al Cristo morto sostenuto dagli angeli di Antonello da Messina, rivestita interamente in travertino: qui l’orientamento delle lastre e l’inclinazione del quadro dialogano con la luce naturale per esaltare chiaroscuri e dettagli in maniera quasi teatrale.
Il tour si chiude alla Palazzina Masieri, dove oggi la Galerie Negropontes di Sophie Negropontes ha trovato casa. Uno spazio privato, ma aperto al pubblico, che conserva il fascino dell’ultima opera veneziana di Scarpa, testimoniando ancora una volta la sua capacità di coniugare funzionalità, bellezza e rispetto per la città che lo ha visto nascere e crescere.
Per info sulla mostra: https://correr.visitmuve.it/
Tag: architettura, Carlo Scarpa, venezia Last modified: Agosto 11, 2025


