Venezia (lunedì, 8 settembre 2025) – Dopo cinque anni di cammino, 35mila chilometri e 47 milioni di passi, Nicolò Guarrera, conosciuto sui social come Pieroad, ha toccato oggi una delle tappe più simboliche del suo ritorno in Italia: Venezia. Ad accoglierlo a Palazzo Balbi c’era il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che lo ha definito «un moderno Marco Polo» e gli ha consegnato il Leone di vetro del Veneto come riconoscimento ufficiale.
Di Maria Laura Melis
Originario di Malo, in provincia di Vicenza, Nicolò era partito il 9 agosto 2020 con un progetto che sembrava quasi impossibile. Voleva completare il giro del mondo a piedi. Non era solo, al suo fianco, per migliaia di chilometri, c’è sempre stato “Ezio”, il passeggino da trekking con cui ha trasportato tutto il necessario e che è diventato un compagno di viaggio e di avventura.
Il cammino lo ha portato attraverso Europa, Sud America, Oceania e Asia, affrontando deserti, montagne, burocrazia dei visti e perfino le difficoltà dei lockdown, che ha aggirato legalmente imbarcandosi su un catamarano per attraversare l’Atlantico. Dal Cammino di Santiago in Spagna fino alle Canarie, poi due mesi di navigazione per arrivare in Ecuador. Da lì il viaggio verso sud, attraverso le terre remote della Patagonia, prima di ripartire per l’Australia e successivamente affrontare il continente asiatico: India, penisola arabica, Iran, Armenia, Georgia, Turchia, Bulgaria, fino ai Balcani, la Grecia e infine Trieste.
Un’avventura vissuta con uno stile di vita essenziale. Ha percorso circa 40 chilometri al giorno con un budget medio di 10 euro, supportato da sponsor e dall’aiuto delle persone incontrate lungo il percorso. Un’esperienza che ha conquistato migliaia di follower. Oggi Pieroad conta circa 450mila persone su Instagram, che hanno seguito passo dopo passo il suo viaggio attraverso videoblog e aggiornamenti quotidiani.
Zaia, durante l’incontro a Venezia, ha sottolineato l’unicità di questa impresa: «Una roba che merita un film».
Il sogno di Nicolò non è nato per caso. Come ha raccontato lui stesso, tutto è partito in una stanza per studenti a Parma, poco prima di laurearsi in Economia. «Mi sono chiesto: se la mia vita fosse un’opera d’arte, la andrei a vedere? Ho pensato che non volevo solo immaginare una vita bella fatta di comodità, ma vivere davvero un’avventura». Da lì la decisione di partire, con pochi risparmi e tanta determinazione.
Non sono mancati i momenti duri: durante l’attraversamento dell’Atlantico, ad esempio, la barca rimase ferma per giorni a causa della mancanza di vento. Ma, racconta, non ha mai pensato di mollare: «Non avevo un piano B. Volevo arrivare fino in fondo e oggi sono qua».
Il ritorno ufficiale nella sua Malo è previsto il 13 settembre, data che segnerà la conclusione simbolica di un cammino geografico, ma anche umano e interiore.
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