Chioggia (giovedì, 2 ottobre 2025) – Il radicchio di Chioggia, simbolo dell’orticoltura veneziana e prodotto a marchio IGP, sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia recente. Secondo Coldiretti, il prezzo riconosciuto agli agricoltori è di appena 15 centesimi al chilo, a fronte di un costo di produzione che sfiora i 50.
Radicchio, crisi nera per i coltivatori
Una forbice insostenibile che sta spingendo molti produttori a lasciare il raccolto nei campi o addirittura a regalarlo. «Così stiamo dilapidando l’eredità dei nostri padri – denuncia l’imprenditore agricolo Alessandro Tiozzo Caenazzo – non possiamo continuare a lavorare in perdita. Abbiamo quintali di radicchio che rischiano di marcire perché raccoglierlo ci costerebbe più che abbandonarlo».
La testimonianza trova conferma anche sui social, dove alcuni agricoltori, fra i quali Marco Tonello, hanno offerto radicchio gratis a chiunque volesse raccoglierlo. Intanto, nei supermercati, lo stesso prodotto viene venduto intorno ai 2,50 euro al chilo, con un divario che evidenzia il peso della filiera e la mancanza di riconoscimento economico per il marchio IGP.
Coldiretti punta il dito contro la concorrenza sleale e l’utilizzo di semi ibridi che hanno snaturato la tipicità del prodotto, chiedendo controlli severi e applicazione delle norme contro le pratiche scorrette. «Abbiamo già attivato le procedure con l’ICQRF per denunciare le anomalie – spiega il presidente Giovanni Pasquali – è necessario un cambio di rotta per ridare dignità e prospettive all’orticoltura clodiense».
Il rischio, avvertono le associazioni agricole, è che senza interventi rapidi il radicchio di Chioggia perda non solo valore economico, ma anche la tradizione e il legame con il territorio che lo hanno reso famoso.
Last modified: Ottobre 2, 2025


