Scritto da 8:42 am Politica, Top News Home page, Venezia

Veneto, il dopo-Zaia agita il centrodestra: Stefani in corsa, ma FdI frena

Venezia (martedì, 9 settembre 2025) – Chi guiderà il Veneto dopo Luca Zaia? La domanda, che fino a poche settimane fa sembrava ancora lontana, ora è al centro del dibattito politico nazionale. Tutto è partito da Matteo Salvini, che dal palco della festa della Lega a Oppeano (Verona) ha rotto gli indugi lanciando un nome preciso: Alberto Stefani, giovane vice segretario del Carroccio.

Di Maria Laura Melis

L’indicazione del leader leghista ha avuto un effetto domino. Prima di tutto ha chiamato in causa direttamente il governatore uscente, Zaia, che lunedì 8 settembre ha accolto la proposta con parole nette ma prudenti: «Non è una sorpresa. Adesso tocca al tavolo nazionale decidere, ma noi tifiamo che sia un nostro rappresentante. Stefani è un ragazzo in gamba e ha i numeri. Certo, è un’avventura difficile: io lascio una Regione in ordine, ma chi verrà dopo dovrà essere libero». Un messaggio e, insieme, una benedizione pesante, anche se accompagnata dal realismo di chi conosce bene le incognite di una sfida elettorale.

Le mosse di Fratelli d’Italia

La Lega ha così fatto la sua mossa, ma il quadro di coalizione resta complesso. In mattinata era sembrata arrivare un’apertura da parte di Fratelli d’Italia, e il deputato Galeazzo Bignami che aveva definito Stefani «un nome importante e apprezzabile», facendo intendere che FdI non ragiona in termini di “primato” sul Veneto. Una posizione che Zaia ha accolto positivamente: «Molto bene, se c’è condivisione sul profilo personale».

Ma nel giro di poche ore il clima è cambiato. Prima Luca De Carlo, coordinatore regionale meloniano, ha lanciato una stoccata via social avvertendo che «la pelle dell’orso costa cara e non si vende prima», per poi ribadire in tv che servono chiarezza e tempi certi: «Nomi e date, altrimenti le fughe in avanti sembrano accordi già chiusi». Poi lo stesso Bignami ha corretto il tiro, raffreddando l’entusiasmo: «Ho detto che Stefani è bravo, come lo sono altri della Lega, di FdI e del centrodestra in generale». In sostanza, FdI frena e rimanda la decisione al tavolo nazionale.

L’attesa per Roma

Tutto dunque si gioca nella capitale, dove i leader del centrodestra si riuniranno per sciogliere il nodo Veneto. La data ipotizzata è mercoledì 10 settembre, ma non mancano i dubbi. Giovanni Donzelli (FdI) assicura che la scelta sarà «serena e senza baratti». Mentre il vicepremier Antonio Tajani invita a non fissarsi sulle scadenze: «Non è questione di un giorno prima o un giorno dopo».

Sul tavolo, oltre al nome del candidato, c’è anche il futuro dello stesso Zaia. Parteciperà attivamente alla campagna elettorale? Sarà capolista con la sua lista personale? Temi che Salvini e il governatore hanno già iniziato a discutere in un incontro riservato la scorsa settimana.

Il nodo politico per il dopo Zaia

Resta da capire quale equilibrio prevarrà. Da un lato, la Lega vuole capitalizzare l’eredità di Zaia e consolidare la sua leadership nella regione simbolo del buongoverno leghista. Dall’altro, Fratelli d’Italia (oggi primo partito nazionale) non sembra voler concedere carta bianca agli alleati, anche se ufficialmente rifiuta la logica delle “bandierine”.

Intanto circola l’ipotesi che Giorgia Meloni preferisca attendere l’esito delle elezioni nelle Marche, dove il governatore uscente Francesco Acquaroli (FdI) è in corsa contro l’europarlamentare del Pd Matteo Ricci, prima di scoprire definitivamente le carte sul Veneto.

Condividi la notizia:
Tag: , , , , , , Last modified: Settembre 9, 2025
Close