Venezia (domenica, 7 settembre 2025) – L’82ª Mostra del Cinema di Venezia si è chiusa con una cerimonia intensa e tanti premi, attraversata da applausi, standing ovation e richiami all’attualità più drammatica, in particolare alla Palestina. Non mancano riferimenti a problematiche di tutti i generi e il momento dedicato alla scomparsa di Giorgio Armani. Insomma, la passerella di Venezia non è solo glamour, ma anche discorsi politici, appelli alla pace e riflessioni sul ruolo del cinema come memoria e resistenza.
Di Melis Maria Laura
Premi: Leone d’Oro e d’Argento
A sorpresa, il Leone d’Oro per il miglior film è andato all’americano Jim Jarmusch per Father Mother Sister Brother, opera minimale sulle relazioni tra genitori distanti e figli adulti. «L’arte non deve necessariamente parlare di politica per essere politica», ha detto il regista.
Il Gran Premio della Giuria (Leone d’Argento) è stato assegnato a The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, la storia della bambina di Gaza, con un discorso finale che ha fatto vibrare la sala: «Nessuno potrà ridare ciò che è stato rubato, ma il cinema può custodire la sua voce». Colpo di scena assoluto, perchè il film era fra i più quotati per il Leone D’oro.
Il Leone d’Argento per la migliore regia è andato a Benny Safdie per The Smashing Machine. Il film parla di una parte della vita di di Mark Kerr, lottatore di arti marziali miste e interpretato da Dwayne Johnson, in un contesto globale in cui la disciplina non era ancora compresa a pieno, nei principi e nei valori.
Premio speciale della giuria, miglior sceneggiatura e le Coppe Volpi
Il Premio speciale della giuria è stato conquistato da Gianfranco Rosi con il documentario Sotto le nuvole, dedicato a Napoli. La pellicola, in bianco e nero, è un vero e proprio spaccato della vita degli abitanti del territorio partenopeo che convivono a metà fra la minaccia costante del vulcano e le scosse di terremoto ai Campli Flegrei. In questa storia si intrecciano le vite dei soggetti più disparati, coinvolti nella vita quotidiana di questa terra così amorevole e, allo stesso tempo, ostile. Un vero e proprio monito di resistenza, capacità d’adattamento e ricerca di identità.
Il Premio per la migliore sceneggiatura è andato a À pied d’œuvre di Valérie Donzelli. Si tratta del racconto della vita di un famigerato fotografo, il quale decide di cambiare mestiere e cimentarsi nellascrittura. Così, sperimenta la precarietà e una dimensione lavorativa digitale che da una parte ritrae la realtà dei lavoratori creativi e dall’altra offre una riproduzione di livertà personale e autenticità.
Le Coppe Volpi hanno premiato due interpretazioni memorabili:
- Toni Servillo, miglior attore, per La Grazia di Paolo Sorrentino;
- Xin Zhilei, miglior attrice, per Rì guà zhōngtiān (Sun Rises on Us All) di Cai Shangjun.
Il Premio Marcello Mastroianni per l’attore emergente è andato a Luna Wedler, protagonista di Silent Friend.
Leone del Futuro, premio degli spettatori & co.
Il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis è stato consegnato a Short Summer della regista russa Nastia Korkia, che ha ricordato le ferite ancora aperte della guerra in Ucraina.
Il Premio degli spettatori Armani Beauty, per la sezione Orizzonti Extra, è andato a Calle Málaga di Maryam Touzani..
Nella sezione Orizzonti, i premi sono stati così distribuiti:
- Miglior film: En El Camino di David Pablos;
- Miglior regia: Anuparna Roy per Songs of Forgotten Trees;
- Miglior interpretazione maschile: Giacomo Covi per Un anno di scuola di Laura Samani;
- Miglior interpretazione femminile: Benedetta Porcaroli per Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli, che ha ricordato la Global Sumud Flotilla;
- Premio speciale della giuria: Harà Watan (Lost Land) di Akio Fujimoto, sui rifugiati rohingya in Birmania.
Infine, il Premio per il miglior film restaurato è stato assegnato a Bashù – Il piccolo straniero (1989) del regista iraniano Bahram Beyzai. Con lui, un classico ha ritrovato nuova vita.
La serata si è chiusa con un videomessaggio del patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, che ha invocato una “nuova narrativa” di pace: «La fine della guerra non segnerà la fine del conflitto. Solo con la cultura possiamo immaginare una storia diversa».
Un’edizione, quella di Venezia 82, che rimarrà nella memoria non solo per la qualità dei film, ma per la capacità di trasformare il festival in un palcoscenico globale dove il cinema incontra la storia e ne rivendica le radici.
Tag: Biennale di Venezia, cinema, festival, Leone d'argento, Mostra del Cinema, Premiazioni, venezia Last modified: Settembre 7, 2025


