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Venezia, il regolamento sugli affitti turistici slitta alla prossima giunta

ponte

Venezia (lunedì, 29 settembre 2025) – A Venezia, la partita degli affitti brevi resta sospesa. Dopo mesi di annunci e discussioni, il regolamento comunale sulle locazioni turistiche, che avrebbe dovuto mettere un po’ d’ordine tra chi affitta appartamenti ai visitatori, non vedrà la luce con l’attuale amministrazione. Il sindaco Luigi Brugnaro ha chiarito che se il tema rischia di diventare materia da campagna elettorale, è meglio lasciarlo in eredità alla prossima giunta.

Di Maria Laura Melis

Una città che può, ma non vuole (ancora)

Dal 2022 Venezia è l’unico comune italiano con la possibilità di scrivere un regolamento speciale sugli affitti brevi, grazie a una norma ad hoc. Un privilegio che altre città d’arte, da Firenze a Bologna, guardano con invidia perché costrette a ingegnarsi con strumenti meno efficaci. Ma quel potere straordinario, finora, è rimasto chiuso in un cassetto. La bozza di regole presentata nell’autunno 2024 era stata accolta da critiche unanimi. Giudicata troppo morbida per gli albergatori, poco convincente per i proprietari, insufficiente per i movimenti che difendono la residenza, non incontrava mai il favore unanime o della maggioranza. Così il testo è scomparso dai radar, senza mai arrivare al voto.

Il regolamento non prevedeva limiti al numero di appartamenti turistici, ma chiedeva più burocrazia a chi affittava per oltre 120 giorni all’anno. Tra gli obblighi, niente cassette porta-chiavi appese ai muri e maggiore attenzione alle informazioni da dare agli ospiti. Misure che, sulla carta, dovevano “civilizzare” il mercato, ma che nei fatti non hanno convinto nessuno.

Una questione che va oltre la politica

Mentre la maggioranza ha scelto il rinvio, l’opposizione vuole forzare la mano. Da mesi chiede di votare una moratoria di due anni che bloccherebbe le nuove locazioni brevi, in attesa di un regolamento serio. “La nostra proposta va discussa subito”, rivendicano i consiglieri di centrosinistra, accusando la giunta di piegarsi alle pressioni dei grandi proprietari immobiliari.

Il dibattito sugli affitti turistici non riguarda solo chi fa politica. A Venezia tocca corde profonde: il diritto alla residenza, la sopravvivenza dei quartieri, la possibilità per i giovani di trovare casa senza doversi arrendere ai prezzi da capogiro. Per anni il fenomeno è cresciuto senza freni, gonfiando i profitti di pochi e svuotando il centro storico. Ma oggi il vento sembra cambiato. Il calo del turismo pernottante, complice il mancato boom legato al Giubileo 2025, ha fatto scendere la pressione.

Che si tratti di una vera inversione o solo di una pausa è difficile dirlo. In altre città il problema resta urgente e si sperimentano regole sempre più severe. Venezia, invece, paradossalmente, resta ferma. Il classici, ‘chi ha il pane non ha i denti‘. Ha gli strumenti che gli altri non hanno, ma non li usa. Forse per calcolo politico, forse per timore di scontentare qualcuno, forse perché la città è abituata a vivere sul filo di equilibri complicati.

Per ora, insomma, la partita resta aperta. La prossima amministrazione erediterà un dossier non da poco. E allora il punto sarà: decidere se Venezia debba continuare a essere una città abitata o se trasformarsi sempre più in un gigantesco albergo diffuso.

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Last modified: Settembre 29, 2025
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