Venezia (martedì, 30 settembre 2025) – Il tema delle locazioni turistiche torna al centro del dibattito politico e cittadino. Dopo che il sindaco ha annunciato che qualsiasi regolamento sugli affitti brevi sarà discusso solo dalla prossima giunta, l’osservatorio civico Ocio, da anni attivo sulla questione casa, ha lanciato un duro attacco: “Siamo allibiti e profondamente delusi. Da 1174 giorni aspettiamo che il Comune usi i poteri che ha già per disciplinare il settore, ma si è preferito non decidere. Questo caos è il frutto di scelte politiche, o meglio di non-scelte, volute dall’attuale amministrazione”.
Di Maria Laura Melis
Le locazioni turistiche: scelta della politica
Contrariamente all’idea che il mercato degli affitti brevi stia rallentando, i numeri raccontano altro. Secondo i dati ufficiali del portale GeoIDS, al 30 settembre 2025 le locazioni turistiche registrate nella città d’acqua sono 6.273, con un totale di 24.765 posti letto. Un anno fa erano 5.922, per 23.153 posti letto. In dodici mesi c’è stato quindi un incremento del 6%.
L’impressione di un calo, sostengono gli attivisti, nasce dal minor utilizzo delle piattaforme come Airbnb da parte dei gestori, spesso per motivi economici. Inoltre, l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale avrebbe fatto emergere strutture finora non dichiarate, spiegando la discrepanza tra i dati ufficiali e quelli diffusi dalle associazioni di locatori, che parlano di numerose chiusure.
Il boom riguarda anche il comparto alberghiero. Nonostante la cosiddetta delibera “blocca alberghi” approvata nel 2017, il numero di posti letto negli hotel della città storica è salito da 18.384 nel 2017 a 20.037 nel 2023, con un aumento di 1.653 unità. E nuove aperture sono già annunciate.
“Gli strumenti per intervenire ci sono”
Ocio non accetta l’idea che senza un regolamento non si possa fare nulla. Nel loro comunicato ricordano almeno tre strade praticabili da subito:
- approvare una moratoria temporanea sulle nuove aperture, come proposto dalle opposizioni;
- applicare l’articolo 42 del Regolamento Edilizio, che vieta la concentrazione di più appartamenti turistici in continuità nello stesso edificio, una norma che oggi viene di fatto ignorata;
- effettuare controlli più stringenti sulla natura delle strutture: se in un palazzo diversi appartamenti vengono gestiti con reception e servizi centralizzati, si tratta a tutti gli effetti di un albergo, che dovrebbe avere autorizzazioni specifiche.
Per gli attivisti si tratta quindi di un problema politico. “L’amministrazione ha scelto di non intervenire, e così ha lasciato che le locazioni brevi si moltiplicassero. Ora uscire da questa situazione sarà difficile, ma non impossibile”, scrivono.
Ocio richiama anche la proposta Alta Tensione Abitativa, che ha già ispirato la Regione Toscana nella riscrittura del proprio Testo Unico sul Turismo. A Venezia, però, qualsiasi regolamento dovrà attendere il 2026. Nel frattempo, gli affitti turistici continuano a crescere e il mercato residenziale a restringersi.
Immagine da Canva
Last modified: Settembre 30, 2025


