Venezia (domenica, 17 agosto 2025) — La discussione sulla riduzione della velocità dei mezzi acquei continua ad animare i canali di Venezia. Dopo la lettera pubblicata nei giorni scorsi sul degrado del Canal Grande, un lettore torna sull’argomento sottolineando gli effetti positivi già percepiti: “Il moto ondoso è diminuito e la città sembra respirare di nuovo”.
di Monia Settimi
Secondo l’intervento, il calo potrebbe essere dovuto anche alla minor presenza di residenti – molti in vacanza – e a un agosto meno affollato di turisti. Tuttavia, l’osservazione resta: la riduzione della velocità produce benefici tangibili sull’acqua e sulle rive.
Il lettore propone anche un monitoraggio scientifico del moto ondoso, ricordando come l’energia spesa da un’imbarcazione aumenti in maniera esponenziale con la velocità. “Raddoppiando la velocità – scrive – non si raddoppia lo sforzo, ma lo si moltiplica, e tutta quell’energia finisce nel movimento dell’acqua, erodendo rive e fondamenta”.
Uno sguardo al passato rafforza la riflessione: nei documentari degli anni ’30 e ’40, il Canal Grande era affollato di barche a remi e il mercato di Rialto prosperava senza motori rombanti. Ancora fino agli anni ’60, imbarcazioni a remi trasportavano merci pesanti come carbone da Mestre al Lido.
Naturalmente, un ritorno totale a quel modello è impensabile, ma per l’autore della lettera l’aumento dei costi del trasporto merci causato dalla riduzione della velocità è un prezzo sostenibile, soprattutto se confrontato con i danni che i cittadini pagano ogni giorno per il deterioramento delle rive.
Anche i taxi acquei dovranno adattarsi, magari con tariffe leggermente più alte e tempi più lunghi. “Paga il turista”, osserva, aggiungendo che in ogni centro storico le limitazioni esistono e vengono accettate.
Infine, lo sguardo al futuro: tecnologie innovative come gli aliscafo elettrici Candela, già sperimentati in Nord Europa, potrebbero rappresentare soluzioni sostenibili con impatto ondoso quasi nullo. Un segnale che Venezia può guardare avanti senza dimenticare le sue radici.
Last modified: Agosto 17, 2025


