Venezia (lunedì, 22 settembre 2025) – Oggi, lo sciopero generale di 24 ore proclamato dai sindacati di base coinvolgerà non solo il trasporto pubblico locale (bus, tram e vaporetti) ma anche i collegamenti ferroviari, il settore portuale, la scuola, le università e perfino i servizi di igiene urbana.
Di Maria Laura Melis
Trasporti pubblici e il perchè dello sciopero
La mobilitazione nasce come gesto di solidarietà con la popolazione palestinese e coincide con l’iniziativa lanciata dai centri sociali del Nordest e da Adl Cobas. Lo stesso giorno è previsto un presidio al porto di Venezia con l’intento di bloccare le attività portuali. Già sabato scorso, a Mestre, c’era stata una grande manifestazione che aveva visto scendere in strada migliaia di attivisti insieme a famiglie e bambini, ribadendo lo stesso messaggio politico.
Il gruppo Avm/Actv ha già avvisato che ci saranno pesanti ripercussioni su navigazione, rete automobilistica e tramviaria, oltre che su parcheggi, people mover e punti vendita.
- Vaporetti e navigazione: garantiti solo i collegamenti minimi e alcune corse della linea 17 (nave traghetto), in fasce orarie definite e riservate ai titolari di tessera.
- Bus e tram: assicurati i mezzi in partenza dai capolinea dalle 6.00 alle 8.59 e dalle 16.30 alle 19.29. Non sono invece garantiti i rientri da scuola a fine mattinata, mentre eventuali corse aggiuntive dipenderanno dal livello di adesione allo sciopero.
Lo sciopero si estende anche ai treni. Dalla mezzanotte fino alle 23 di lunedì saranno coinvolti sia il trasporto regionale che l’alta velocità e la lunga percorrenza (Trenitalia, Italo, Trenord). Le aziende ferroviarie avvertono che potrebbero esserci disagi anche poco prima e subito dopo la fascia di sciopero.
Non solo trasporti
La protesta tocca anche altri servizi essenziali. Veritas ha chiarito che la raccolta dei rifiuti, compresa la differenziata, potrà subire interruzioni. Saranno comunque garantite le prestazioni minime previste dalla legge, come quelle destinate a ospedali e grandi comunità.
I sindacati spiegano che l’iniziativa non riguarda soltanto la questione internazionale. Oltre alla denuncia dei “crimini commessi dal governo di Israele” e al sostegno alla missione della Global Sumud Flotilla, la protesta mette al centro anche temi interni. Fra questi, la lotta allo sfruttamento, la richiesta di maggiore sicurezza sul lavoro, la critica alla precarietà e la rivendicazione di salari adeguati, tanto nel pubblico quanto nel privato.
Last modified: Settembre 22, 2025


