Venezia (mercoledì, 24 settembre 2025) – Dal 20 al 26 ottobre 2025 questo spirito prenderà forma nella dodicesima edizione della Venice Fashion Week, appuntamento che ormai ha fatto della moda sostenibile e della sartorialità il proprio manifesto. C’è, quindi, una Venezia che non smette di sorprendere. Quella che conosciamo non è più solo città d’arte, acqua e pietra. Ma diventa un laboratorio vivo dove il futuro si intreccia con la tradizione, quasi a comporre un’unica entità.
Di Maria Laura Melis
Venezia come palcoscenico e protagonista
Quest’anno il filo conduttore è la Craft Economy, un concetto che riporta al centro il lavoro delle mani, il valore del tempo e la cura dei dettagli. Non si parla solo di abiti, ma di visioni artistiche e che guardando al futuro. L’evento aiuta anche a porsi delle domande: cosa significa produrre moda oggi? Quanto conta la durata di un capo, la sua storia, il suo destino dopo l’uso? Tutte questioni che animeranno un’intera settimana di sfilate, mostre, workshop e incontri sparsi nei palazzi. Sia negli atelier, che negli spazi culturali della città.
Presentata a Ca’ Farsetti alla presenza dell’assessore al Turismo Simone Venturini, del direttore di Vela Fabrizio D’Oria e degli organizzatori Laura Scarpa e Lorenzo Cinotti (Venezia da Vivere), la rassegna si conferma evento simbolico per la città. Venturini ci ha tenuto a sottolineare come la moda, letta attraverso l’etica e la sostenibilità, possa essere anche racconto del desiderio.Quello di un mondo più giusto, inclusivo e consapevole.
D’Oria ha invece parlato del ruolo dell’artigianalità veneziana, che trova nella Fashion Week un ponte con realtà internazionali e che dialoga con altre iniziative cittadine, come il Salone dell’Alto Artigianato, in programma all’Arsenale dal 2 al 5 ottobre.
Gli appuntamenti da non perdere
Il calendario è fitto. L’apertura è affidata a Palazzo Contarini Polignac con la performance-sfilata Always in Venice firmata Alwaysupportalent. Segue il progetto internazionale La Via dell’Ambra, che porta in passerella le creazioni di Danzica accanto alla preziosità dell’ambra baltica.
Non mancano contaminazioni artistiche. I mosaici della storica Fornace Orsoni diventeranno abiti-scultura grazie al progetto ‘(Re)sources / (Hi)story / Project(ed)‘ indossati dagli studenti della Kolding School of Design.
Tra i momenti più attesi c’è Le Mani Sapienti, dedicato ai giovani designer e ai nuovi brand sostenibili, quest’anno ospitato nei rinnovati spazi delle Galeries Bartoux (il 22 ottobre), ex Cinema Accademia. Qui si terrà anche l’incontro Quiet Luxury, per riflettere sul valore del lusso sobrio.
Il 24 ottobre, ai Giardini Reali di Piazza San Marco, spazio al confronto tra generazioni di creativi. Tra gli ospiti Sara Sozzani Maino, Dries Van Noten, Antonio Mancinelli e Adele Re Rebaudengo.
Mostre e atelier aperti
Accanto alle sfilate, la settimana ospiterà due mostre di grande rilievo. I 150 anni della Tessitura Luigi Bevilacqua al Palazzo Venart Luxury Hotel e Venetian Glamour di Jacopo Ascari, curata da Federico Poletti, a Ca’ Nani Mocenigo. Si rinnova anche il format Atelier Aperti, che permette di entrare nelle botteghe artigiane e incontrare i creativi nel loro ambiente di lavoro.
Novità di quest’anno: le Colazioni con i Designer, un’occasione informale per dialogare direttamente con chi immagina e realizza la moda di domani. Con il patrocinio del Comune di Venezia, della Fondazione Cologni Mestieri d’Arte, del Tavolo Veneto della Moda e dell’Associazione Piazza San Marco, e con la partnership di Vela, la manifestazione si conferma un tassello importante nel mosaico culturale della città.
In una Venezia che sa essere antica e visionaria allo stesso tempo, la moda diventa strumento di riflessione, linguaggio universale e atto di responsabilità. Non solo ciò che indossiamo, ma ciò che scegliamo di essere.
Per aggiornamenti e informazioni: www.venicefashionweek.com
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Immagine da Canva
Last modified: Settembre 24, 2025


