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Tragedia a Cavallino-Treporti: ritrovato il piccolo Carlo, 6 anni, annegato al mare

Cavallino-Treporti – Venezia (martedì 12 agosto 2025) — La spiaggia di Cavallino-Treporti si è svegliata oggi in un silenzio amaro, quei silenzi che sanno di dolore e incrdulità.

Nella notte, poco dopo le tre, i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno individuato il corpo del piccolo Carlo Panizzo, sei anni appena, a cento metri dalla riva, vicino ai frangiflutti. Il mare, calmo e scuro, aveva custodito fino a quel momento il suo segreto. È stato un sonar, capace di scandagliare il fondale alla ricerca di tracce, a guidare i soccorritori verso la tragica scoperta.

di Nicola De Dominicis

Tutto era cominciato il pomeriggio precedente, verso le 16, quando la madre di Carlo, in vacanza con lui a Ca’ Pasquali, ha lanciato l’allarme. Stavano trascorrendo una giornata tra il Villaggio San Paolo e il camping Vela Blu. Solo un attimo di distrazione, lo sguardo perso nel flusso di bagnanti e onde, e il bambino non era più accanto a lei.

Di qui le prime ricerche concentrate tra spiaggia e mare, con gli assistenti bagnanti delle torrette che hanno battuto ogni metro di arenile. I bagnanti, poi, uniti in una catena umana, hanno cercato di scrutare l’acqua torbida, sperando che il piccolo fosse solo finito lontano dalla mamma.

La macchina dei soccorsi si è mossa immediatamente: la guardia costiera ha inviato motovedette, gommoni e pattuglie da Venezia e Jesolo, mentre due elicotteri – uno dei vigili del fuoco e uno della polizia – sorvolavano l’area. Col passare delle ore, alle ricerche si sono uniti anche un aereo “Manta” ATR-42 decollato da Pescara, dotato di tecnologie per il rilevamento notturno, e un mezzo nautico del 115. I turisti hanno offerto aiuto come potevano, qualcuno portando torce, altri rimanendo in spiaggia a vegliare il mare.

Ma il tempo passava, e con esso le speranze si assottigliavano. Dopo il tramonto, nonostante decine di sorvoli, nessuna traccia di Carlo. Chi era rimasto sulla battigia pregava, stringendo lo sguardo all’orizzonte, fino a quando la notte ha preso possesso della spiaggia.

Quando i sommozzatori hanno finalmente trovato il bambino, a due metri di profondità, ogni speranza si è infranta. La notizia ha attraversato in un attimo il litorale, fermando il tempo per chi, fino a poche ore prima, aveva partecipato a quella ricerca collettiva.

Il mare, che per molti è gioco e libertà, la notte scorsa è diventato custode di una perdita che nessuno avrebbe voluto vivere. Carlo Panizzo non tornerà più a giocare sulla sabbia, ma il suo nome resterà nei ricordi di chi, per ore, ha sperato di riportarlo a riva vivo.

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Tag: , , , , , Last modified: Agosto 12, 2025
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