Venezia (sabato, 16 agosto 2025) — Tutti gli aggiornamenti sul caso di Alberto Trentini, il ragazzo veneto di 46 anni che nove mesi fa è stato arrestato in Venezuela e da allora ha avuto scarsi contatti con la famiglia e non si sa niente molto circa la sua carcerazione.
di Giuseppe Patti
Sono ormai trascorsi nove mesi dall’arresto di Alberto Trentini in Venezuela. Il cooperante veneziano, che il 10 agosto ha compiuto 46 anni dietro le sbarre, ha potuto sentire la sua famiglia soltanto due volte, la prima dopo oltre sei mesi di silenzio forzato. Alla fine di luglio, il governo italiano ha nominato Luigi Vignali inviato speciale per i detenuti italiani nel Paese sudamericano, ma il suo tentativo di ingresso a Caracas è stato bloccato dalle autorità locali, lasciando la vicenda in una fase di stallo.
Nel frattempo, in Italia continua la mobilitazione. Fiaccolate, raccolte firme e un digiuno a staffetta proseguono senza sosta, mentre in diversi Comuni sventolano striscioni con la richiesta di liberazione. Il 15 luglio, in occasione degli otto mesi di detenzione, la madre Armanda Colusso ha lanciato un appello durissimo al governo: «Tutto tace, anche la presidente del Consiglio. Questo silenzio è insopportabile. L’Italia deve fare come la Svizzera, che si è mossa per liberare il compagno di cella di mio figlio». Proprio quest’ultimo, in alcune interviste, aveva descritto le condizioni disumane del carcere El Rodeo I, dove sono rinchiusi molti stranieri.
La pagina Facebook Alberto Trentini libero ricorda il 15 novembre 2024, giorno dell’arresto, e documenta le iniziative di sostegno: cortei in barca nei canali veneziani, manifestazioni in piazza San Marco e marce a Mestre. «Alberto non è solo», si legge nei post. Detenuto senza accuse formali né processo, l’operatore umanitario resta al centro di una battaglia civile che chiede giustizia e libertà.
Last modified: Agosto 16, 2025


