Venezia (giovedì, 14 agosto 2025) — Il presidente della regione veneto Massimiliano Schiavon ha fatto un po’ il punto di quello che è il turismo nella regione veneta. I dati sono in calo e serve studiare qualcosa per tornare a farli risalire.
di Giuseppe Patti
Negli ultimi mesi si è parlato molto di crisi del turismo balneare, con titoli allarmistici e segnalazioni di stabilimenti vuoti anche lungo la costa veneta. I dati ufficiali della Regione, relativi al primo semestre 2025, mostrano un calo nei pernottamenti rispetto all’anno precedente. Tuttavia, Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto e albergatore a Jesolo, invita alla prudenza: il boom post-Covid non poteva durare all’infinito e chi ha investito continua a ottenere buoni risultati.
Secondo Schiavon, il settore è “condannato” a innovarsi: il modello balneare degli anni ’50 e ’60 non attrae più i giovani, meno propensi a passare intere giornate sul lettino. Per questo, molte località stanno integrando e diversificando l’offerta, con proposte capaci di incuriosire nuovi pubblici, anche a costo di aumentare le tariffe, bilanciando con soluzioni per tutte le fasce di spesa.
Agosto non è più dominio esclusivo di italiani e tedeschi: cresce il turismo dall’Est Europa, in particolare da Polonia e Ungheria, che spende meno ma garantisce nuovi flussi. Inoltre, il cambiamento climatico sta spostando l’attenzione su settembre e persino sulla prima metà di ottobre, spingendo a riorganizzare l’offerta turistica.
Pur riconoscendo la riduzione della clientela italiana, Schiavon sottolinea l’importanza di mantenerla, senza però aspettare un ritorno al passato. Il futuro, dice, passa da formazione, investimenti, diversificazione e una narrazione più positiva del turismo, capace di coinvolgere le nuove generazioni.
Last modified: Agosto 14, 2025


