Venezia (mercoledì, 3 settembre 2025) – Con A house of dynamite, Kathryn Bigelow riporta la questione nucleare al centro del dibattito, in un momento storico in cui nove Paesi possiedono arsenali atomici. A Venezia la regista ha presentato un film che non si limita a raccontare, ma che costringe a riflettere.
Di Maria Laura Melis
Alla Mostra del Cinema di Venezia è arrivato un film che fa discutere, riflettere e, quanto sembra, anche applaudire. A firmarlo è Kathryn Bigelow, prima donna a vincere un premio Oscar alla regia, che questa volta porta sul grande schermo un tema tanto delicato quanto attuale: la minaccia nucleare. Il suo nuovo lavoro, “A house of dynamite”, ha conquistato la platea con 13 minuti di applausi.
Sul red carpet e in sala insieme alla regista c’erano Idris Elba e Rebecca Ferguson, protagonisti di un thriller ad altissima tensione che prende il via da un fatto immaginario. Ma poi, non così inverosimile. Cosa succede? Un missile, non rivendicato da nessuno, viene lanciato contro gli Stati Uniti. Da quel momento inizia una corsa frenetica per capire chi abbia premuto il grilletto e, soprattutto, come reagire.
Bigelow: il perchè del successo
Il film, con il suo ritmo serrato, porta gli spettatori dentro le stanze in cui si prendono decisioni che riguardano la vita di milioni di persone. Insomma, Bigelow mette il dito nella piaga di un problema reale. Oggi infatti sono nove i Paesi al mondo che possiedono arsenali nucleari. E la sola esistenza di queste armi rende plausibile lo scenario che il film mette in scena. Se poi aggiungiamo la situazione politico-militare del momento, i conti sono fatti.
La regista ha spiegato di voler aprire una discussione pubblica su un tema che sembra dimenticato ma che resta cruciale: il rischio nucleare. “Viviamo in una casa piena di dinamite” ha detto. “Se vogliamo sopravvivere dobbiamo riprendere a parlare di non-proliferazione e riduzione delle armi”.
Con “A house of dynamite”, Bigelow mette in contatto due punti: l’adrenalina del racconto e l’urgenza di lanciare un allarme. Il film è un invito a non abbassare la guardia di fronte a un pericolo che è sotto gli occhi di tutti. Un problema che un po’ per autoproteggerci, un po’ perchè lo sottovalutiamo, preferiamo non affrontare.
Last modified: Settembre 3, 2025


