Venezia (mercoledì, 20 agosto 2025) — Il Venezia cambia quelle che sono le regole di comportamento verso le creature marine, in particolar modo verso le tartarughe caretta-caretta. Il protocollo è stato approvato da parte della giunta regionale.
di Giuseppe Patti
Sulle spiagge venete, in particolare lungo il litorale compreso tra Cavallino, Pellestrina e Chioggia, si registra un fenomeno preoccupante: dall’inizio dell’anno sono state trovate 12 tartarughe vive ma ben 99 morte, oltre a 9 delfini senza vita. Numeri che hanno spinto la Regione Veneto ad approvare un nuovo protocollo per affrontare con maggiore efficacia gli episodi di spiaggiamento, con l’impegno di aggiornarlo ogni tre anni in base agli sviluppi scientifici e normativi.
Il piano è frutto della collaborazione tra diversi enti: Università di Padova, Arpav, Parco del Delta del Po, direzioni regionali competenti, Comuni costieri, Capitanerie di Porto, musei naturalistici e centri di recupero. L’obiettivo è costruire una rete integrata capace di tutelare la biodiversità marina, mettendo in campo forze scientifiche, sanitarie e operative.
Il protocollo definisce procedure precise sia per gli esemplari vivi in difficoltà che per le carcasse da rimuovere e studiare, garantendo interventi tempestivi. Particolare attenzione è riservata alla tartaruga Caretta caretta, specie protetta che nidifica anche sulle coste venete. Tra le misure previste figurano il monitoraggio delle spiagge idonee, la segnalazione e protezione dei nidi, la sorveglianza fino alla fase di schiusa e il supporto ai piccoli nel ritorno al mare.
L’assessore Cristiano Corazzari ha sottolineato come il nuovo strumento rappresenti «un passo essenziale per la difesa del patrimonio naturale». Delfini e tartarughe, ha ricordato, non sono solo specie di valore ecologico ma anche indicatori fondamentali della salute dei mari.
Last modified: Agosto 20, 2025


