Venezia (sabato, 23 agosto 2025) — Dopo i nubifragi che hanno colpito gran parte del Veneto, il candidato del centrosinistra alla presidenza di Palazzo Balbi, Giovanni Manildo, mette al centro della campagna elettorale un tema che considera cruciale: la prevenzione. «Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze – afferma –. È tempo di avviare una strategia chiara e di lungo periodo. La protezione civile fa un lavoro straordinario, ma non possiamo affidarci solo alla fortuna o alla capacità di reagire a danno già avvenuto».
di Monia Settimi
Per l’ex sindaco di Treviso, i fenomeni atmosferici estremi legati al cambiamento climatico non sono più eventi eccezionali, ma una realtà quotidiana che impone scelte coraggiose. Da qui la proposta di un piano straordinario per potenziare fognature e scolmatori, insieme a un deciso sostegno ai Comuni nella costruzione di nuove opere idrauliche. «Troppi impianti sono vecchi e sottodimensionati: servono investimenti regionali e nazionali seri, non interventi tampone», insiste Manildo.
Il candidato lega la sicurezza idrogeologica anche alla questione urbanistica. Secondo lui, la cementificazione diffusa indebolisce il territorio rendendolo fragile: «Un suolo coperto di asfalto non assorbe, non protegge e non regge. Se vogliamo ridurre i rischi, bisogna trasformare le aree dismesse in spazi verdi capaci di agire come barriere naturali».
Manildo riconosce che la Regione ha adottato il principio del consumo di suolo zero, ma critica le contraddizioni normative: «La legge Veneto 2050 consente incrementi di cubatura fino all’80% senza una valutazione complessiva degli impatti. Così si rischia di caricare ulteriormente reti già al limite».
La promessa è chiara: in caso di vittoria, il centrosinistra avvierà un grande piano per la cura del territorio, da considerare una priorità politica al pari di sanità e lavoro. «La sicurezza non si annuncia – conclude – si costruisce, giorno dopo giorno, con coerenza e concretezza».
Last modified: Agosto 23, 2025


