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Tra finzione e realtà: GIOCO, il nuovo noir che porta Venezia al centro di una missione senza regole

missione

Venezia – La vera missione è vivere la storia. C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra leggere una storia di spionaggio e decidere di viverla. GIOCO, il nuovo romanzo che sta circolando con l’aura magnetica dei libri difficili da definire e impossibili da dimenticare, nasce proprio lì: nella crepa tra letteratura e vita, tra ciò che si immagina e ciò a cui ci si abbandona.

di Maria Laura Melis

Venezia protagonista della missione

L’autore, Octavio Viana, lo descrive come uno scherzo nato per stanchezza, un gioco privato fra uno scrittore allo stremo e una donna sull’orlo dell’implosione. Da quell’accordo, fragile, ambiguo, forse perfino incosciente, prende forma una missione senza mappa, senza istruzioni, senza scampo. Un viaggio sensoriale più che narrativo, che attraversa Cadice, Tangeri, Scopello e soprattutto Venezia, ritratta non come la cartolina che il turismo impone, ma come una città-labirinto dove gli sguardi cambiano direzione a ogni calle e i silenzi valgono più delle parole.

Non è un thriller di gadget, inseguimenti e tecnologia. GIOCO appartiene a un’altra genealogia: quella del noir che lavora sulla pelle, sui codici, sulle ambiguità. Un testo che non tratta il lettore da spettatore, ma da complice. Ogni città è una trappola, ogni gesto una possibile menzogna, ogni lettera un codice da decifrare. Venezia, con la sua doppiezza, le sue stanze chiuse, la sua memoria d’acqua, diventa il teatro naturale di una storia dove la verità non è mai un punto di arrivo, ma un luogo che si attraversa e si perde.

La quarta di copertina

La quarta di copertina riassume così la tensione del romanzo, e ne restituisce l’atmosfera crepuscolare:

Ha scritto una storia di spionaggio. Lei ha voluto viverne una. Accettarono il gioco. Un gioco senza scacchiera, senza istruzioni, senza via d’uscita. Simularono una missione. Forse. Forse no. Quello che era iniziato come uno scherzo tra uno scrittore esausto e una donna sull’orlo dell’implosione si trasformò in una spirale ― di una videocassetta VHS, di lettere, di città, di pelle, di silenzio. Cadice, Tangeri, Venezia, Scopello: ogni luogo una trappola, ogni lettera un codice, ogni tocco un possibile tradimento. Fra finzione e realtà, fra piacere e colpa, fra addio e ritorno, il narratore si trascina per strade, letti e ferite, alla ricerca della donna che accettò di infiltrarsi con lui ― e forse non ne è mai uscita. Perché c’è chi scappa. C’è chi resta. E c’è chi gioca. Questo libro è per gli ultimi.

Se è vero che Venezia ama le storie in cui la realtà scricchiola e la finzione filtra dalle pietre, GIOCO è un romanzo che la città non solo ospita, ma riconosce: uno specchio distorto ma fedele della sua natura più intima. Un noir che non chiede di essere risolto, bensì attraversato — passo dopo passo, calle dopo calle, segreto dopo segreto.

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Last modified: Novembre 16, 2025
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