Venezia (martedì, 26 agosto 2025) — Il Veneto, tra le regioni più visitate d’Italia con 73 milioni di turisti ogni anno, non vuole trasformarsi in un parco giochi senza regole. A lanciare l’allarme è il presidente Luca Zaia, dopo una serie di episodi che hanno fatto discutere cittadini e operatori del settore.
di Monia Settimi
Da Padova a Cortina, passando per le spiagge di Jesolo ed Eraclea, le cronache estive raccontano scene di maleducazione e disprezzo per il decoro: persone che prendono il sole in mutande accanto a monumenti, turisti che stendono panni sui luoghi simbolo della città e bagnanti a torso nudo che attraversano strade e negozi senza curarsi dell’ambiente circostante.
«Chi arriva con rispetto trova sempre il benvenuto – sottolinea Zaia – ma chi pensa di fare ciò che vuole, lasciando caos e degrado, deve sapere che qui non sarà tollerato». Il presidente difende un turismo di qualità, basato su cultura, natura, enogastronomia e tradizioni locali, e annuncia la possibilità di ricorrere a strumenti normativi, incluso il Daspo, per chi viola il decoro pubblico in maniera ripetuta e arrogante.
Zaia definisce chi danneggia il turismo una minaccia non solo per la comunità, ma anche per l’immagine della regione: «Non siamo un luna park senza regole, difendere la dignità dei nostri territori non è chiedere troppo».
Con questo intervento, il Veneto prova a tracciare un confine netto: turismo responsabile sì, cafonaggine no. Un monito chiaro a chi pensa che le bellezze regionali siano a disposizione di chiunque senza rispetto.
Last modified: Agosto 26, 2025


