Venezia (domenica, 17 agosto 2025) –– Una tranquilla passeggiata nel cuore della città lagunare si è trasformata in un incubo per una turista americana, aggredita da una baby borseggiatrice in pieno centro storico. L’episodio è avvenuto giovedì 14 agosto, nella zona di Santa Maria del Giglio, tra calli frequentate e flussi ininterrotti di visitatori. La donna, mentre camminava, si è vista sfilare il portafoglio da una ragazzina di appena 14 anni. Dentro non c’erano solo soldi, ma soprattutto il passaporto: un dettaglio che l’ha spinta a reagire con forza, afferrando la giovane per i capelli e gridando disperata: “Give me back my passport…”.
di Nicola De Dominicis
La scena è degenerata in pochi secondi. Attorno alla turista si sono radunati diversi passanti, alcuni increduli, altri pronti a chiamare le forze dell’ordine. La ragazzina, per divincolarsi, ha trasformato il suo cellulare in un’arma improvvisata, colpendo ripetutamente la donna alla testa. Uno dei colpi ha provocato una ferita alla tempia, con una vistosa perdita di sangue che ha richiesto l’intervento immediato del 118.
La fuga delle minorenni non è durata a lungo. La polizia locale, già allertata, è riuscita a fermare sia l’autrice dell’aggressione sia la sua complice. Nonostante la giovanissima età, entrambe hanno opposto resistenza anche agli agenti, prima di essere portate in caserma e denunciate a piede libero.
La vicenda, tuttavia, non si è conclusa lì. Sabato 16 agosto, appena due giorni dopo, le stesse ragazzine sono state avvistate di nuovo, questa volta nei pressi del pontile Actv della Linea 2 di Rialto, libere di circolare come se nulla fosse accaduto. La notizia ha suscitato sdegno e preoccupazione, alimentando un dibattito sull’efficacia delle misure di contrasto a questo genere di criminalità minorile.
Episodi come questo, oltre a creare un clima di insicurezza, rischiano di minare la stessa attrattiva turistica di Venezia. La città vive di accoglienza e di ospitalità, e la percezione di non essere al sicuro può scoraggiare i visitatori. Non si tratta soltanto di un furto o di un’aggressione, ma di un problema che tocca l’immagine internazionale della città: ogni turista che torna a casa con un brutto ricordo diventa un ambasciatore di sfiducia.
Questa aggressione lascia dunque due ferite: una fisica, sulla pelle della turista americana, e una simbolica, sul cuore di Venezia, che deve fare i conti con la difficile convivenza tra la sua bellezza universale e le ombre di una microcriminalità sempre più aggressiva.
Last modified: Agosto 17, 2025


