Venezia – La nuova personale di Domenico Asmone, ci regala un viaggio visivo in cui la pittura si fa al tempo stesso gesto e meditazione, memoria e visione. Dal 13 al 23 novembre 2025, lo Spazio SV – Centro espositivo San Vidal a Venezia ospita “Cromie sospese nel tempo”,
di Maria Laura Melis
Una pittura al limite del reale
Asmone, artista di lunga esperienza e fine sperimentatore del linguaggio cromatico, presenta un corpus di opere che sembrano respirare una sospensione rarefatta, in bilico tra figurazione e astrazione. Nelle sue tele, la materia pittorica si addensa e si dissolve, costruendo paesaggi che non esistono, o meglio, che emergono come apparizioni dal magma del colore.
Non è un caso che il critico Alessandro Paolo Mantovani lo definisca “un pittore del paesaggio che parte in realtà da un percorso di astrazione”. Le sue opere, osservate da vicino, si presentano come stratificazioni di segni, velature e rimozioni; ma basta allontanarsi, cambiare punto di vista, per scoprire che da quel caos poetico affiora un mondo riconoscibile, fatto di orizzonti, riflessi, cieli, acque.
È in questo movimento dello sguardo, tra il dettaglio e l’insieme, tra il gesto e la forma, che la pittura di Asmone trova la sua verità: un linguaggio che non rappresenta, ma evoca; che non descrive, ma suggerisce.

In “Cromie sospese nel tempo”, il colore diventa il vero protagonista. È il colore a pensare, a respirare, a farsi tempo e spazio. Ogni tela sembra custodire un ricordo in dissolvenza, un’emozione sedimentata, una mappa di sensazioni.
L’artista invita lo spettatore a un atto di lentezza: a sostare, ad osservare “di lato”, come suggerisce Mantovani, per lasciarsi attraversare da quella vibrazione sospesa che le opere emanano.
A Venezia, città di riflessi e di metamorfosi visive per eccellenza, questa mostra trova la sua cornice ideale. Le “cromie sospese” di Asmone dialogano con la luce lagunare, amplificando quella tensione tra visibile e invisibile che da sempre accompagna la grande pittura.





