Venezia (mercoledì,3 settembre 2025) –– Alla Mostra del Cinema arriva un omaggio che sa di ritorno alle origini. “Duse”, il nuovo film di Pietro Marcello, presentato oggi in concorso, celebra la vita e l’arte di Eleonora Duse, una delle figure più iconiche del teatro italiano e internazionale. La pellicola, sostenuta dalla Regione Veneto e dalla Veneto Film Commission, ha un valore particolare: è stata girata interamente a Venezia, nei suoi luoghi più evocativi e meno scontati, trasformando la città lagunare in un viaggio nel tempo, fino ai primi decenni del Novecento.
di Nicola De Dominicis
Venezia non è solo sfondo, ma coprotagonista: dal Teatro La Fenice all’Atelier Fortuny, fino alle isole e ai palazzi storici come Donà Rose e Polignac, lo sguardo del regista diventa un modo per osservare la città con occhi nuovi, come se fosse una macchina del tempo. Il film si presenta come un documento storico, intellettuale e culturale, capace di restituire luce a una grande interprete che fu forse la prima vera “diva” in senso moderno.
La protagonista è affidata a Valeria Bruni Tedeschi, che porta sullo schermo il volto e l’anima di un’artista simbolo di libertà e coraggio. Come ha sottolineato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, la Duse non fu solo un’attrice, ma una donna che trasformò il teatro in un atto di resistenza, in un’epoca di cambiamenti e difficoltà.
Ma chi era Eleonora Duse? Nata a Vigevano nel 1858, fu considerata una rivoluzionaria del palcoscenico. La sua recitazione, lontana dall’enfasi tradizionale, puntava alla verità dei sentimenti e alla naturalezza. Non amava il divismo ostentato, eppure divenne una stella ammirata in tutta Europa e negli Stati Uniti. La sua storia si intreccia inevitabilmente con quella di Gabriele D’Annunzio, di cui fu musa, amante e ispiratrice: un legame intenso e tormentato, che contribuì a scolpire la sua immagine di artista appassionata e indomita.
Prodotto da Palomar, Avventurosa, Rai Cinema e PiperFilm, in coproduzione con la francese Ad Vitam Films e con la collaborazione di Netflix, “Duse” è firmato da un autore già apprezzato per titoli come Martin Eden e Le vele scarlatte. Per il Veneto, l’uscita del film non è solo un tributo a una grande donna, ma anche l’occasione per riaffermare il legame profondo tra la regione e il cinema internazionale. Un omaggio che unisce memoria, arte e paesaggio in un’unica, potente visione.
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