Venezia – La Venezia che si risveglia all’alba della Madonna della Salute è una città diversa, sospesa come un ponte tra acqua e memoria. Ogni novembre, quando l’aria sa di nebbia e d’inverno in arrivo, migliaia di veneziani ripetono un gesto antico quasi quattro secoli: attraversare il ponte votivo verso la Basilica della Salute, con un cero in mano e un pensiero nel cuore.
di Maria Laura Melis
Il ponte fra prestigio e religione
Mercoledì 19 novembre, a mezzogiorno, quel ponte, una meraviglia ingegneristica che appare e scompare in pochi giorni, tornerà a unirsi alle due rive, da Santa Maria del Giglio a San Gregorio. Sarà il sindaco, insieme al vicario episcopale Fabrizio Favaro e alle autorità cittadine e militari, a tagliare il simbolico nastro. Ma il vero protagonista non sarà nessuno di loro: sarà il popolo veneziano, quello che da generazioni custodisce il voto del 1630, quando la peste falcidiò la città e i superstiti decisero di affidare la loro salvezza alla Madonna.
Il ponte, lungo più di ottanta metri, poggia su unità galleggianti e moduli assemblati con una precisione che ha qualcosa di cerimoniale. Le 26 lampade sotto il corrimano non servono solo a illuminare il passaggio: creano un percorso di luce, un corridoio quasi metafisico che accompagna ogni passo. È uno spazio temporaneo ma vivo, che permette anche il passaggio delle imbarcazioni Actv e dei mezzi di emergenza grazie al varco centrale, come a ricordare che Venezia è rituale, sì, ma anche necessità e quotidianità.
Dal 20 novembre inizieranno le celebrazioni religiose. Il patriarca Francesco Moraglia guiderà il pellegrinaggio dei giovani, partendo da Campo San Maurizio al calar della sera. Sarà una processione segnata dal tema più urgente del nostro tempo: la pace. Due testimonianze video, del cardinale Pierbattista Pizzaballa e dell’arcivescovo di Leopoli Mieczyslaw Mokrzycki, racconteranno ai giovani il dolore dei popoli palestinese e ucraino. Voci lontane che arrivano fino alla laguna, rendendo il ponte votivo non solo un simbolo di gratitudine, ma anche di speranza universale.
Il cuore della festa sarà venerdì 21 novembre, alle 10, quando Moraglia celebrerà la Messa solenne nella basilica, tra le autorità e i fedeli, tra chi porta un cero per tradizione e chi lo porta per chiedere qualcosa. La celebrazione verrà trasmessa in diretta, ma la vera essenza della Salute non si cattura in video: vive nei passi lenti sul legno, nelle famiglie che camminano insieme, nelle promesse silenziose pronunciate sotto il cupolone bianco.
Ogni anno, il ponte votivo appare e scompare. Ma ciò che collega è Venezia al suo passato, alla sua fede, e alla sua capacità, fragile e tenace, di custodire rituali che resistono al tempo come le fondazioni stesse della città.
Last modified: Novembre 18, 2025


