Mira (venerdì, 19 settembre 2025) – Un parco con una distesa verde di dieci ettari, dove l’acqua rallenta e si purifica, dove il paesaggio torna a somigliare a quello che la natura disegnava prima dell’intervento dell’uomo, e dove riaffiora persino un frammento di storia antichissima. È il nuovo Parco delle Giare, inaugurato oggi a Mira, frutto di un grande progetto ambientale, paesaggistico e idraulico realizzato dal Consorzio di Bonifica Acque Risorgive con un investimento di 2,7 milioni di euro finanziati dalla Regione Veneto.
Di Maria Laura Melis
Un cantiere per l’ambiente (e per la Laguna di Venezia)
L’opera rientra nel quadro della Legge Speciale per la Salvaguardia di Venezia e della sua Laguna e segue le linee guida del “Piano Direttore 2000”, che punta a migliorare la qualità delle acque del bacino idrografico che finisce in laguna.
Il progetto ha avuto tre obiettivi principali:
- Messa in sicurezza idraulica della parte meridionale del territorio di Mira
- Riqualificazione paesaggistica di un’area sensibile e degradata
- Riduzione dell’inquinamento delle acque prima che raggiungano la Laguna di Venezia
All’interno del parco sono stati creati bacini e canali rinaturalizzati che agiscono come veri filtri biologici. L’acqua dello scolo Giare viene sollevata da due elettropompe (150 litri al secondo) e convogliata nell’area, dove attraversa zone umide e vegetazione fitodepurante. Qui, i nutrienti in eccesso, 1,4 tonnellate di azoto e 130 chilogrammi di fosforo ogni anno, vengono trattenuti e degradati naturalmente, contrastando il fenomeno dell’eutrofizzazione che danneggia la laguna. Una volta depurata, l’acqua viene rimessa in circolo verso la laguna tramite un secondo impianto di sollevamento con due elettropompe da 50 litri al secondo.
Un’oasi di biodiversità e un laboratorio per imparare
Il parco oggi accoglie circa 6.000 nuove piante autoctone e habitat tipici delle zone umide e lacustri, capaci di ospitare fauna selvatica e uccelli lagunari. L’area, circondata da arginature alte un metro e capace di contenere fino a 83.000 metri cubi d’acqua, diventa così anche uno spazio didattico e ricreativo, con un laboratorio in legno pensato per attività educative. Come ha sottolineato il sindaco di Mira Marco Dori, questa nuova area “arricchisce il nostro paesaggio, assumendo un grande valore anche dal punto di vista ricreativo ed educativo”.
Durante gli scavi — circa 25.000 metri cubi di terra movimentata interamente in loco — è emersa una scoperta inattesa: un sito archeologico dell’Età del Bronzo (XIII–XII secolo a.C.). La funzionaria della Soprintendenza, Cecilia Rossi, ha raccontato che si tratta di un ritrovamento “di eccezionale rilevanza” e che sono in corso ulteriori studi per comprenderne il valore. Un tassello prezioso che aggiunge memoria storica a un progetto nato per guardare al futuro.
Last modified: Settembre 19, 2025


