Venezia — La crisi alla Fenice di Venezia non accenna a placarsi, e ora si fa strada una possibile via d’uscita: lo spostamento di Beatrice Venezi al Teatro Verdi di Trieste, attualmente senza sovrintendente. È l’ipotesi di cui si parla sempre più insistentemente nei corridoi dei due teatri, anche se al momento nessuna conferma ufficiale è arrivata né da Venezia né dal Ministero della Cultura.
di Maria Laura Melis
Venezi gate ancora in auge
A lanciare l’indiscrezione è stato Alberto Mattioli su “La Stampa”, che descrive la proposta come un tentativo di “ritrovare la pace” dopo mesi di tensioni tra la direzione del teatro e l’orchestra veneziana. La nomina di Venezi a direttrice musicale della Fenice, infatti, è contestata da settembre dai lavoratori, che hanno espresso un dissenso unanime attraverso assemblee, lettere aperte e una manifestazione nazionale che ha coinvolto numerosi teatri italiani.
L’ipotesi Trieste: una soluzione o un compromesso?
Trieste, dove Venezi ha già diretto in passato alcune produzioni liriche, tra cui Il flauto magico nel 2023, potrebbe rappresentare un approdo più pacifico. Il Teatro Verdi, con un bilancio annuo di circa 2 milioni di euro (contro i 30 della Fenice), vive una fase di incertezza amministrativa: dal 4 agosto è in attesa della ratifica ministeriale della nomina di Giuliano Polo a sovrintendente.
Questo stallo ha aperto spazi di manovra politica. Se Fratelli d’Italia continua a sostenere con decisione la nomina di Venezi, la Lega appare più cauta e sta cercando di mediare, soprattutto per smorzare le tensioni legate al centralismo delle scelte ministeriali nelle fondazioni liriche.
Le resistenze veneziane e il ruolo del Ministero
Nonostante le voci di un possibile trasferimento, per l’amministrazione veneziana e il Ministero della Cultura lo spostamento non sarebbe facile da giustificare. Entrambi si sono finora esposti con forza a difesa della decisione, presentandola come una scelta artistica coerente con il rilancio della Fenice. Ma il muro di opposizione dei lavoratori ha trasformato il caso in un simbolo del rapporto, sempre più teso, tra le fondazioni liriche e la politica.
Al momento, resta da capire anche quale sia la posizione della stessa Beatrice Venezi. Forte di un appoggio governativo solido, potrebbe non essere disposta a rinunciare alla prestigiosa direzione veneziana, anche se l’insediamento ufficiale non è previsto prima di ottobre 2026.
I lavoratori chiedono l’intervento di Zaia
Nel frattempo, la tensione resta alta. Ieri, 11 novembre, le rappresentanze sindacali della Fenice hanno inviato una richiesta formale di incontro al presidente del Veneto, Luca Zaia, chiedendo “un confronto costruttivo sulla situazione venutasi a creare a seguito della nomina della maestra Venezi”.
La Regione, che siede nel consiglio di indirizzo della Fondazione, finora non si è espressa apertamente sul caso. Il prossimo consiglio di indirizzo è previsto per il 19 novembre, e potrebbe rappresentare un momento decisivo per capire se la partita di Beatrice Venezi alla Fenice è destinata a chiudersi o ad aprire un nuovo capitolo.




