Venezia – La Biennale Architettura chiude un’edizione che ha lasciato un segno profondo, non solo per l’eccezionale partecipazione di pubblico, ma anche per la portata culturale del suo programma.
di Maria Laura Melis
Con il Padiglione Centrale ai Giardini temporaneamente chiuso per restauri – lavori che lo riporteranno rinnovato in vista della Biennale Arte 2026 – la Mostra Internazionale si proietta ora verso ciò che il presidente Pietrangelo Buttafuoco definisce “il Futuro, il tempo condiviso da tutti noi, esseri umani dotati di intelligenza”.
Il curatore Carlo Ratti ha insistito sul ruolo cruciale del tema scelto quest’anno: un invito a mettere in campo ogni forma di intelligenza per affrontare le sfide dettate dal cambiamento climatico. “Non possiamo più permetterci di consumare nuovo suolo”, ha affermato, sottolineando l’urgenza di intervenire sul patrimonio edilizio esistente per adeguarlo alle nuove condizioni ambientali e superare gli errori dei decenni passati. Ratti ha inoltre ribadito come oggi l’esposizione non possa limitarsi alla semplice presentazione di opere, ma debba soprattutto generare contesti in cui produrre conoscenza.
In questa cornice si inseriscono anche i riconoscimenti assegnati: il Leone d’Oro alla Carriera alla filosofa statunitense Donna Haraway e il Leone d’Oro Speciale alla Memoria all’architetto e designer Italo Rota, scomparso il 6 aprile 2024. Premi che rispecchiano lo spirito di un’edizione attenta ai grandi nodi culturali e ambientali del presente.
La Mostra ha inoltre portato avanti un importante progetto sociale: tre detenuti provenienti dagli istituti penitenziari di Venezia, Padova e Treviso hanno preso parte alle attività, all’interno di un programma pluriennale realizzato insieme alle carceri veneziane e all’associazione Seconda Chance, in collaborazione ufficiale con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
L’edizione si è chiusa con numeri imponenti: 758 architetti invitati, 303 progetti presentati e due progetti speciali. Una partecipazione che conferma la volontà del mondo dell’architettura di confrontarsi con le sfide del presente e di contribuire alla costruzione di un futuro più consapevole e sostenibile.
Credits: Foto di Naturpuur
Last modified: Novembre 24, 2025


